solo a guardar l’acquaio / mi treman le caviglie: / ché certo è grosso guaio / senza lavastoviglie
senza lavastoviglie / vivere e’ un po’ da pazzi / ma senza lavatrice / davvero sono cazzi
Son questi i tristi fatti / la casa mia n’è priva; / non trovo alternativa / a spugna e Sole piatti
parlavo del passato / la lavatrice guasta / e’ un guaio che devasta / ma ora ho rimediato
solo presso il lavello / mi girano da matti / ché certo è un bel bordello / senza la lavapiatti
or vivo da borghese / ho anche la donna ad ore / ma casa mia e’ un orrore / se parte per un mese
Teflòn antiaderente, / ti dedico i miei versi: / da quando ti scopersi / io t’amo pazzamente
Che spasso in settenari / discuter di faccende: / puliti ho i lampadari, / è il turno delle tende
la lotta col calcare / ahimé è dura assai, / ma questo già lo sai / che te lo dico a fare
le forme inusitate/ d’un golem torreggiante/ sorgono qui davante/ tra pensili e posate.
lavare i piatti e’ duro / e’ triste spolverare / ma il peggio, ve lo giuro / rimane lo stirare
accorri o benedetto / idraulico maschione: / s’è rotto il rubinetto / e perde lo sciacquone! / i piatti a mollo restano, / agisce il detersivo / le ore intanto passano: / a sera non c’arrivo!
Pagliuzza su lamiera: / è un ìmpari certame / sgrassar questo tegame / coi resti d’ieri sera
l’acciaio in ver s’accumula/ in torre che già pende:/ se, cadendo, m’offende/ di certo qui mi tumula.
alfin riuscì a risplendere / l’abbominato acciàr? / dobbiamo forse intendere / che colla è il desinar? / la spugna sia feroce / col fido detersivo: / elimina veloce / lo sporco men corrivo!
Paolin, non si scomponga: / c’è pila nel lavello? / Un mestol predisponga / a guisa di puntello
respingo il vil sospetto / che parli molto, e poco / agisca, con diletto / io faccio pure il cuoco!
siccome sono scapolo,/ solo detergo, netto/ - il minimo - rassetto/ e m’apparecchio il tavolo
io ho preso una sorella / che è brava quanto è bella / co’ tutta ‘sta mmunnezza / senza starei ‘na pezza
ci avrà pur dei vantaggi/ guidar propri destini/ da sé, senz’ammogliaggi,/ caro il mio severgnini! :D
certo che strani testi / voi digitate qui: / sono purtroppo questi / i danni di FriendFeed!
ridotto all’osso ho il pranzo, / un solo piatto ho usato / e infatti l’ho lavato / in un istante: ganzo!
letti v’ho tutto il giorno / e adesso mi cimento / (giacché ho lavato i piatti) / in un componimento
spugnetta insaponata / secchiaio d’acqua pieno / due giorni di stoviglie / lavati ho in un baleno
ma è oziando soddisfatto / cicchino e birra scura / che tosto mi sovviene / del piano di cottura
per cui da voi congedomi / riprendo il mio burazzo / e sguro la cucina / che povesia del.
di roba da stirare / la cesta ancora e’ piena / inizio gia’ a sudare / e scricchiola la schiena
e’ inutile l’appretto / non serve inumidire / i polsi ed il colletto / mi fan sempre soffrire stirar non fa per me / come ho gia’ detto oggi / meglio che i panni appoggi / (forse mi faccio un tè)
il termine sgurare / insieme con burazzo / sentirli pronunciare / mi reca gran sollazzo
a proposito iersera / ho rotto un piatto bello / e quel che dentro v’era / per terra fe’ macello
se il sugo viene male / sarebbe un grosso guaio: / lo regolo di sale / e assaggio col cucchiaio
caffè di terra etiope / m’attira, qui l’ammetto: / son io che sono miope, / o vien sette euro l’etto?
Rivango un thread desueto: / il frigo va nettato / usando spugna e aceto / con il bicarbonato?
Bicarbonato e aceto / mi raccomando, attentos! / sortiscon lo stesso effetto / di pepsi con le mentos.
è d’uopo l’attenzione / e un gomito felino / lo sporco è malandrino: / ama la guarnizione!
La guarnizione è un cruccio / s’accumula schifezza / in ogni suo cantuccio / ed è una gran tristezza
Contro la bieca sugna / per un nitor perfetto / abbini alla sua spugna / un pratico raschietto.
Il grasso di padella / per evitare grane / tolgo alla chetichella / utilizzando il pane
Autori vari, da un thread di Friend Feed iniziato da Stark.