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<rss version="2.0"><channel><description>Uno si accorge che anche su FriendFeed c’è il limite dei caratteri, e allora gli tocca aprire un Tumblr, che fino a quel punto proprio non voleva.



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} catch(err) {}</description><title>Sono Cose Che Capitano</title><generator>Tumblr (3.0; @sonocosechecapitano)</generator><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/</link><item><title>Io quando mangio a volte sembro una donna</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Ieri sera ero partito bene, con le migliori intenzioni: avrei finito quella maledetta schiacciatina. Poi, però, non ce l’ho fatta, e ho perso ancora una volta la sfida con me stesso. E guardate che mi ero impegnato sul serio, ma nulla.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Mangiavo come una donna che sta preparando la valigia: non è questione di quante cose ci stiano dentro, ma di quante lei voglia farcene entrare.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/258089489</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/258089489</guid><pubDate>Thu, 26 Nov 2009 04:33:44 -0500</pubDate></item><item><title>Io di Kindle dico anche questo</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;ma poi io mi ricordo i libri dalla copertina, se iniziate con gli ebook, no eh, cazzo, non vale&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/248608806</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/248608806</guid><pubDate>Wed, 18 Nov 2009 12:13:44 -0500</pubDate></item><item><title>Cuneo è una città che</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Certo che a Cuneo uno ci deve andare apposta, cioè, non è mica come Firenze, ad esempio, che magari uno viene da Roma e va a fare una gita Milano e dice mi fermo due giorni a Firenze. Da Cuneo non ci si passa per andare in nessun posto bello, mi sembra, quindi si può dire che è una citta che vanta un numero elevatissimo di visitatori suoi personali.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una &lt;a href="http://friendfeed.com/eio/9f1b5055/ho-appena-scoperto-che-cuneo-e-sud-di-bologna-non"&gt;discussione&lt;/a&gt; su friendfeed&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/243706619</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/243706619</guid><pubDate>Sat, 14 Nov 2009 10:51:20 -0500</pubDate></item><item><title>Intanto che siamo tutti qui a ridere e scherzare</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Vorrei ricordare che intanto che noi siamo qui, a ridere e scherzare frizzi e lazzi, ecco mentre facciamo tutto questo accade che c’è una famiglia il cui padre ha perso il lavoro, e sto parlando di flavio b. (che certo conoscerete), che tra l’altro c’ha anche la moglie incinta a casa, tra l’altro.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/241352299</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/241352299</guid><pubDate>Thu, 12 Nov 2009 05:21:24 -0500</pubDate></item><item><title>Amica che si mette il pennello tra i capelli</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Allora&lt;br/&gt;Io c’ho un’amica che si mette il pennelllo tra i capelli quando ha bisogno di pensare meglio raggiungendo così un duplice scopo (cioè si regge i capelli e stimola il cervello).&lt;br/&gt;Dice che funziona davvero e insomma, ci sta anche che sia possibile (sai , tutte quelle cose psicologiche, l’autosuggestione ecc ecc) però insomma secondo me non è neanche tanto questo il punto.&lt;br/&gt;E’ che si mette il pennello quando vuole -disegnare- meglio. ecco.&lt;br/&gt;Tra l’altro un bel pennello, lungo, fatto bene, setole naturali, quelli da pittore, mica una pennellessa (come fai a mettertela in testa) e se lo infila così, dietro, un po’ storto, risulta cioè che se uno la vede da lontano sembra quasi naturale, andare in giro con un pennello in testa. A me lei comunque non mi stupisce quando fa così, eh, ma che c’entra io la conosco bene bene, cioè, voglio dire, questa storia del pennello non stupisce neanche la gente che magari la incrocia solo per caso in strada. A questa gente qui il pennello tra i capelli sembra una cosa si particolare, ma comunque simpatica, accettabile nel complesso dell’abbigliamento e certamente originale (consiglio di farci un pensierino a tutte le lettrici presenti)(ai lettori, no)(magari prima provate da sole allo specchio, eh, ché io non mi assumo responsabilità alcuna).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Comunque, dicevo, il punto non è tanto che il pennello che davvero stimola i pensieri, ma che sembra funzioni in modo particolare quando sta disegnando, è come se il cervello seguisse la naturale funzionalità dell’oggetto inserito tra i di lei capelli. A me sembra una cosa notevolissima e bellissima, questa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mentre mi raccontava queste cose, ieri sera, avrei tanto voluto anche io avere i capelli lunghi.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/233743178</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/233743178</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 03:53:30 -0500</pubDate></item><item><title>Tutto ebbe inizio quando passammo al piano B</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Eravamo cosi presi dalla nostra attività al limite della legge che non c’eravamo accorti che Italo aveva fatto una cazzata, ed aveva svegliato il circondario. Si sa che è bene non svegliarlo, il circondario, nel mentre stai illegaleggiando ma Italo sbagliò e noi avremmo pagato. Non pagammo, almeno non subito, perchè passammo al piano B, dove tutto ebbe inizio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutti dovrebbero avere un piano B, perchè senza sei fregato. In quella notte umida, bagnata di una pioggia estiva fitta fitta, noi saremmo stati fritti, se non avessimo previsto il piano B. Mi ricordo come fosse ora, io che guardo Nedo, lui che guarda me, ed insieme ci voltiamo verso Italo, che è li, fermo, occhi spalancati, con la fiamma in mano e la biro in bocca, che ci guarda e capisce di aver fatto una cazzata. Le finestre che davano su quel sudicio cortile di selciato incominciarono ad accendersi, in successione: aveva svegliato qualcuno. Ancora c’era silenzio, solo la pioggia e un gatto fradicio che rompeva i coglioni, ma sarebbe durato ancora poco. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non eravamo arrabbiati: non era il momento. Bisognava solo pensare a come uscire da questa situazione che sennò sarebbe stato peggio. Molto peggio. Ricordo distintamente qui pochi secondi di silezio, attesa, in cui ci stavamo guardando negli occhi coscienti di quello che sarebbe successo. Ricordo Italo, che lascia cadere la fiamma, morde ancora la biro e inizia a muoversi. E Nedo, che inizia a togliersi con rapidità il vestito da marinaio, rapido ma preciso, proprio come è lui. Era partito il piano B.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Io sapevo cosa avrei dovuto fare, e l’avrei fatto. Ero sicuro, tranquillo. Non mi aspettavano compiti difficili, anzi, rispetto ai miei compagni, forse addirittura più semplici, facili. Era tutta una questione di tempismo, come per l’orchestrale che suona i piatti. Sarebbe stato facile, me lo sentivo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La pioggia continuava a battare, il gatto era ormai sparito (ma chi ci pensava più al gatto) e le finestre, dopo un breve sussulto in cui si erano fermate, avevano ripreso ad accendersi in successione, inesorabili, uno dopo l’altra. Presto sarebbe arrivata la luce anche nell’androne delle scale, un’invasione di luce, e quello sarebbe stato il segnale che il tempo stava per scadere. Ma così, a sensazione, avevamo ancora un paio di minuti, forse tre. E’ vero che la gente di quel quartiere non è normale, fa paura, ma in fondo non sono così veloci. Noi dovevamo batterli sul tempo, e quanto è vero Iddio, l’avremo fatto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Piano B ci avrebbe portato alla salvezza, anzi proabilmente avremmo potuto anche conseguire qualcuno degli obiettivi che c’eravamo imposti, e lo avrebbe fatto perchè era un piano semplice. Prevedeva una cosa sola, che ognuno di noi lavorasse come aveva sempre fatto, con meticolosa affidabilità e sicurezza. L’avevamo provato altre volte, certo era un brivido che preferivamo evitare, ma insomma ci saremmo riusciti anche quella notte. Italo aveva sbagliato, ma una volta succede a me e una a te, forse è bello così. La gente del condominio, eccola, l’unica vera diffrenza dalle scorse volte: gente strana, paurosa, violenta. Ma io non avevo paura, e nemmeno i miei compagni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mentre mi scorrevano questi pensieri nel cervello, veloci, era passata appena qualche decina di secondi, e la fiamma di Italo era ormai spenta, bagnata, sul selciato, e Nedo non era più il marinaio di qualche minuto prima. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Capii in quel momento che avrei tradito i miei compagni. Non so perchè l’avrei fatto, ma sarebbe successo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una volta mia moglie mi fece capire che la vita con me l’aveva stancata, e che non c’era da aggiungere altro. L’avevo compresa, dopotutto non è facile, però non l’avevo perdonata. Dopo due ore l’avevo scaricata in un fosso ai bordi della provinciale, con il pigiama addosso e una pallottola calibro 22, piccola, che le forava il cranio. Ricordo che mi macchiai anche un poco, ma non ne feci un dramma.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quella sera sarebbe andata pressappoco così: avrei estratto la 22, e avrei sparato prima a Nedo, e poi a Italo. Il piano B avrebbe subito una modifica, o forse era questo, fin dall’inizio, il mio piano B. Non lo so, e sinceramente non mi importa più di tanto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quella notte il fosso sulla provinciale ebbe altri due ospiti.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/218209655</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/218209655</guid><pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:30:36 -0400</pubDate></item><item><title>Fissato ne l’idea de l’Uguajanza, Un Gallo scrisse all’Aquila: - Compagna, Siccome...</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Fissato ne l’idea de l’Uguajanza,&lt;br/&gt; Un Gallo scrisse all’Aquila: - Compagna,&lt;br/&gt; Siccome te ne stai su la montagna,&lt;br/&gt; Bisogna che abbolimo ‘sta distanza,&lt;br/&gt; Perché nun è né giusto né civile&lt;br/&gt; Ch’io stia tra la monnezza d’un cortile,&lt;br/&gt; Ma sarebbe più commodo e più bello&lt;br/&gt; De vive ner medesimo livello.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; L’Aquila je rispose: - Caro mio,&lt;br/&gt; Accetto volentieri la proposta.&lt;br/&gt; Volemo fa’ amicizzia? So’ disposta:&lt;br/&gt; Ma nun pretenne che m’abbassi io.&lt;br/&gt; Se te senti la forza necessaria,&lt;br/&gt; Spalanca l’ale e viettene per aria:&lt;br/&gt; Si nun t’abbasta l’anima de fallo,&lt;br/&gt; Io seguito a fa’ l’Aquila e tu er Gallo.&lt;/i&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;i&gt;Trilussa&lt;br/&gt;&lt;/i&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/182145903</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/182145903</guid><pubDate>Mon, 07 Sep 2009 14:32:09 -0400</pubDate></item><item><title>Mi garbano così tanto quelle cose che, una volta iniziate, non si vede l’ora che finiscano.....</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Mi garbano così tanto quelle cose che, una volta iniziate, non si vede l’ora che finiscano.. Tipo la dieta, per capirsi.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/157818332</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/157818332</guid><pubDate>Fri, 07 Aug 2009 05:49:00 -0400</pubDate><category>miniscrittura</category></item><item><title>Poesie domestiche 2.0</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;solo a guardar l’acquaio / mi treman le caviglie: / ché certo è grosso guaio / senza lavastoviglie&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;senza lavastoviglie / vivere e’ un po’ da pazzi / ma senza lavatrice / davvero sono cazzi &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Son questi i tristi fatti / la casa mia n’è priva; / non trovo alternativa / a spugna e Sole piatti &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; parlavo del passato / la lavatrice guasta / e’ un guaio che devasta / ma ora ho rimediato&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; solo presso il lavello / mi girano da matti / ché certo è un bel bordello / senza la lavapiatti&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; or vivo da borghese / ho anche la donna ad ore / ma casa mia e’ un orrore / se parte per un mese&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Teflòn antiaderente, / ti dedico i miei versi: / da quando ti scopersi / io t’amo pazzamente&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Che spasso in settenari / discuter di faccende: / puliti ho i lampadari, / è il turno delle tende &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; la lotta col calcare / ahimé è dura assai, / ma questo già lo sai / che te lo dico a fare&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; le forme inusitate/ d’un golem torreggiante/ sorgono qui davante/ tra pensili e posate. &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; lavare i piatti e’ duro / e’ triste spolverare / ma il peggio, ve lo giuro / rimane lo stirare &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; accorri o benedetto / idraulico maschione: / s’è rotto il rubinetto / e perde lo sciacquone! / i piatti a mollo restano, / agisce il detersivo / le ore intanto passano: / a sera non c’arrivo!&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Pagliuzza su lamiera: / è un ìmpari certame / sgrassar questo tegame / coi resti d’ieri sera&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; l’acciaio in ver s’accumula/ in torre che già pende:/ se, cadendo, m’offende/ di certo qui mi tumula.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; alfin riuscì a risplendere / l’abbominato acciàr? / dobbiamo forse intendere / che colla è il desinar? / la spugna sia feroce / col fido detersivo: / elimina veloce / lo sporco men corrivo!&lt;br/&gt; Paolin, non si scomponga: / c’è pila nel lavello? / Un mestol predisponga / a guisa di puntello&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; respingo il vil sospetto / che parli molto, e poco / agisca, con diletto / io faccio pure il cuoco!&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; siccome sono scapolo,/ solo detergo, netto/ - il minimo - rassetto/ e m’apparecchio il tavolo&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; io ho preso una sorella / che è brava quanto è bella / co’ tutta ‘sta mmunnezza / senza starei ‘na pezza&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; ci avrà pur dei vantaggi/ guidar propri destini/ da sé, senz’ammogliaggi,/ caro il mio severgnini! :D &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; certo che strani testi / voi digitate qui: / sono purtroppo questi / i danni di FriendFeed! &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; ridotto all’osso ho il pranzo, / un solo piatto ho usato / e infatti l’ho lavato / in un istante: ganzo! &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; letti v’ho tutto il giorno / e adesso mi cimento / (giacché ho lavato i piatti) / in un componimento &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; spugnetta insaponata / secchiaio d’acqua pieno / due giorni di stoviglie / lavati ho in un baleno&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; ma è oziando soddisfatto / cicchino e birra scura / che tosto mi sovviene / del piano di cottura &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; per cui da voi congedomi / riprendo il mio burazzo / e sguro la cucina / che povesia del. &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; di roba da stirare / la cesta ancora e’ piena / inizio gia’ a sudare / e scricchiola la schiena &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; e’ inutile l’appretto / non serve inumidire / i polsi ed il colletto / mi fan sempre soffrire  stirar non fa per me / come ho gia’ detto oggi / meglio che i panni appoggi / (forse mi faccio un tè) &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; il termine sgurare / insieme con burazzo / sentirli pronunciare / mi reca gran sollazzo &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; a proposito iersera / ho rotto un piatto bello / e quel che dentro v’era / per terra fe’ macello &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; se il sugo viene male / sarebbe un grosso guaio: / lo regolo di sale / e assaggio col cucchiaio &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; caffè di terra etiope / m’attira, qui l’ammetto: / son io che sono miope, / o vien sette euro l’etto? &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Rivango un thread desueto: / il frigo va nettato / usando spugna e aceto / con il bicarbonato? &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Bicarbonato e aceto / mi raccomando, attentos! / sortiscon lo stesso effetto / di pepsi con le mentos.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; è d’uopo l’attenzione / e un gomito felino / lo sporco è malandrino: / ama la guarnizione!&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; La guarnizione è un cruccio / s’accumula schifezza / in ogni suo cantuccio / ed è una gran tristezza &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt; Contro la bieca sugna / per un nitor perfetto / abbini alla sua spugna / un pratico raschietto. &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;Il grasso di padella / per evitare grane / tolgo alla chetichella / utilizzando il pane&lt;br/&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br/&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Autori vari, da un thread di Friend Feed iniziato da Stark&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/132839948</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/132839948</guid><pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:06:00 -0400</pubDate><category>scrittura</category><category>friendfeed</category></item><item><title>Vi sfido a trovare un'idea migliore di questa (ovvero: lo stronzo qualsiasi)</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Le idee quando vengono, vengono.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Però uno non lo sa mica com’è che si generano, quando aspettarsele e come custodirle (questa ignoranza credo che il Padeterno l’abbia messa per evitare che le cose fossero troppo semplici, Benedetto Lui).&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Ci sono, è vero, alcuni metodi per stimolarle: tipo pensare, ad esempio. Oppure uno prende una cosa vecchia, la riaggiusta secondo i tempi correnti e la ripropone. Oppure, ancora, un altro va in un posto lontano, ai confini del mondo, vede se ci sono cose strane e divertenti, e poi le riporta qua da noi (non è tanto bello, però)(del resto in TV funziona).&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Le idee non sono mica tutte uguali, e questo non c’è bisogno che ve lo dica io: ci sono quelle da poco, quelle mezzo-e-mezzo, e quelle spettacolari. Ovviamente quest’ultime sono le più difficili di tutte. A me - guardate, non lo dico per vantarmi - un giorno me ne è capitata una spettacolare (non è merito nostro, le idee capitano e basta, scelgono loro chi le porta).&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Era proprio spettacolare, e ci rimasi male quando scopersi che era successa la cosa più brutta che potesse succedere in casi come questi.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Uno stronzo qualsiasi ci aveva già pensato, che tre prese sono meglio di una, e la presa multipla c’era già da un pezzo.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/121272582</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/121272582</guid><pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:48:19 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Sto leggendo in questi giorni &lt;i&gt;Il Deserto dei Tartari&lt;/i&gt; di Dino Buzzati, e, nonostante i miei strumenti di lettura non abbiano ancora affrontato la seconda metà del libro, mi sento davvero di dire che mi piace molto.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;(Come l’attento lettore avrà avuto modo di vedere, oggi è una di quelle giornate in cui sono ampolloso nello scrivere)(Ho scritto “sto leggendo” e non “sto &lt;i&gt;ri&lt;/i&gt;-leggendo”… e questa è una storia su cui ci sarebbe molto da dire - e su cui tanti hanno già detto, in verità).&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;C’è un parte che mi è piaciuta, nell’introduzione. A chi osservava che il romanzo di Buzzati ricordasse senza dubbio le tematiche tipiche dello scrivere di Kafka, così rispondeva l’autore:&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;i&gt;“E poi dicono che sono io ad imitare Kafka. E’ la vita, direi.”&lt;/i&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Bussate e vi sarà aperto: e a Buzzati difficilmente qualche porta resterà chiusa.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/117805920</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/117805920</guid><pubDate>Thu, 04 Jun 2009 04:33:44 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>Te lo do io il social netuorck</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Il migliore di tutti i social network: il bar.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Dove fare il personaggio è tutta un’altra storia.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;br/&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;(Ieri ho passato un mucchio di ore al mio bar preferito, con i miei amici &amp; personaggi vari. E’ venuto fuori da se, questo post)&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/117284879</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/117284879</guid><pubDate>Wed, 03 Jun 2009 06:36:00 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>La festa del 2 giugno è molto bella</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Ricevo da un bambino di 5° elementare e volentieri pubblico.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Tema: La festa del 2 giugno.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Svolgimento: La festa del 2 giugno è molto bella. Ci sono tante cose bellissime da vedere, tipo i carabinieri con i cavalli, gli aereoplani e anche i carriarmati. A me i carriarmati mi sono sempre piaciuti tanto, perchè anche se vai in una buca poi esci.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;La festa del 2 giugno serve anche a ringraziare i soldati che ci proteggono e i carabinieri che arrestano anche i ladri. Tutti e due sono importantissimi, anche se tanta gente dice di no, e questo a me fa dispiacere.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Per esempio, il mio vicino di casa, si chiama Filippo ed è molto bravo a giocare a pallone con me. Lui è adulto, però. Lui tiene una bandiera arcobaleno attaccata al terrazzo, e anche questa mi piace. Anche a mio babbo piace Filippo, anche se secondo me a volte si annoia un po’ quando inizia a parlare di politica e Filippo vuole per forza convincerlo. A me non piace che Filippo dica che i soldati sono inutili e che andrebbero cancellati.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Lui dice che con la gente basta parlarci con calma e si risolve tutto; però una volta che il fumo del nostro barbecue andò nel suo giardino si arrabbiò tantissimo e chiamò subito la polizia.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Se uno cerca la festa del 2 giugno su intenet la trova, ma ci sono meno cose che per esempio per la festa del 25 aprile. Nei siti dove la gente scrive quello che gli pare ci sono sempre le cose del 25 aprile, quelle del 2 giugno molte volte no. Tante volte la gente non è mai contenta dei militari, su questi siti; e infatti anche sa parlano del 2 giugno non dicono mai nulla dei carriarmati.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Mio babbo dice che se non c’erano i soldati, anche il 25 aprile non ci sarebbe stato.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Allora mi sembra che questa gente di internet sia un po’ come Filippo.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/116734335</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/116734335</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2009 06:21:30 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>FriendFeed è pieno di simpaticoni</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Allora, è successo che ho cenato e poi ho aperto Facebook subito insieme (si chiama Tab browsing, ignoranti) ho aperto anche Friendfeed.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Dopo circa 12 secondi Facebook aveva esaurito la sua dose giornaliera di notizie interessanti, mischiate ai soliti &lt;i&gt;gattini&lt;/i&gt; e alle &lt;i&gt;guerre di bande&lt;/i&gt;: non mi aveva mica soddisfatto.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;FriendFeed, invece, è differente. Lì ci trovi quelli che chiamo i &lt;i&gt;simpaticoni&lt;/i&gt;, insieme alle notizie, e insomma la lettura procede un po’ meglio, e si ti va bene ci scappa anche un sorrisino. I &lt;i&gt;simpaticoni&lt;/i&gt; sono quelli che quando commentano devono dire sempre qualcosa di originale &amp; vagamente ilare; loro non dicono semplicemente una cosa, e basta, come la gente normale, loro hanno qualcosa da dire di simpatico su tutto.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Friendfeed è come Facebook, senza i &lt;i&gt;gattini (cit)&lt;/i&gt; e con i &lt;i&gt;simpaticoni.&lt;/i&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Poi ho capito perchè. Perchè li, su FriendFeed, ci sono i trentenni. Io i trentenni non li ho mica capiti per nulla, ancora. Secondo me lo fanno apposta, ce lo vogliono far credere, che non sono tipi da &lt;i&gt;guerre di bande&lt;/i&gt;. Invece è capace che ci passano tutta la nottata.&lt;i&gt;&lt;br/&gt;&lt;/i&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/115862443</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/115862443</guid><pubDate>Sun, 31 May 2009 15:16:08 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>Baricco e i suoi compagni</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Passare il tempo a scrivere del nulla, qualche volta in bella prosa ma spesso nemmeno quella.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/112770885</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/112770885</guid><pubDate>Mon, 25 May 2009 10:39:44 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>Gadda il giapponese.</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Io Carlo Emilio Gadda lo conosco da pochissimo, da ieri sera per essere precisi, perchè non avevo tanto sonno. Io quando non ho tanto sonno cerco in casa un libro, così un po’ &lt;i&gt;random&lt;/i&gt; (ce n’ho tanti, di libri) e incomincio a leggerlo. Tanto, dico, se mi fa schifo la mattina dopo lo rimetto dov’era. Ieri ho preso Gadda, che era un bel po’ che lo puntavo. Si intitola “La cognizione del dolore” e nell’introduzione, che ho letto velocemente, c’è scritto che è stato tradotto in inglese, tedesco, qualche altra lingua accettabile, e anche giapponese.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Poi ho iniziato a leggerlo, e stamattina non l’ho ricacciato nel suo posto nella libreria (questo è un buon segno). Però, c’è un però. Mi piacerebbe vedere come cacchio hanno fatto a tradurlo in giapponese, questo signor Gadda. Seconde me è come dividere per zero, non si può fare e basta.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;(ma anche in inglese o tedesco non deve essere una passeggiata)&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/111481803</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/111481803</guid><pubDate>Fri, 22 May 2009 11:01:00 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item><item><title>Deve essere una roba circolare.</title><description>&lt;p&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;Uno a leggerla, una cosa come questa, non ci crede, pensa sia scritta apposta, per fare un po’ di scrittura creativa (quella che fa sorridere). Invece non è mica così. Vi racconto il fatto: è tutto il giorno, da stamattina alle 9.00 per essere precisi, eccetto la dovuta pausa pranzo (che però è durata il giusto, eh), dicevo è tutto il giorno che nel cantiere che ho praticamente sotto la finestra c’è una ruspa (nulla di che, direte voi, ma aspettate) che ha il buon gusto di procedere pressochè totalmente in retro marcia, dalle 9.00 di stamani. Ora, è risaputo che le ruspe, in retromarcia, fanno “bip bip bip”. Inoltre (questo è meno risaputo), io, dietro a quella finestra, c’ho la scrivania, e mi piacerebbe studiare. Ma non è mica tanto il rumore che mi distrae dall’ onero dei libri, no, a quello mi ci abituo. E’ che mi chiedo continuamente che razza di opera stanno facendo, che bisogna sempre andare in retromarcia.&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/111475237</link><guid>http://sonocosechecapitano.tumblr.com/post/111475237</guid><pubDate>Fri, 22 May 2009 10:43:18 -0400</pubDate><category>scrittura</category></item></channel></rss>
